Formato: 25x32 cm.
Volumi: 2 tomi
Pagine: 500 (ciascun tomo)
Curatori: Antonello Negri e Carlo Pirovano
Prezzo di vendita al pubblico: 180,00 € a tomo
Prezzo di prenotazione (valido fino al 31.12.2010): 125,00 € a tomo
Per prenotazioni rivolgersi a:
Fondazione Helenita e Aligi Sassu
Via Brera, 20 - 20121 Milano
Tel. 02/72023999
Fax 02/72098046
E-mail: info@aligisassu.com
Web: www.aligisassu.com
Di origini sarde ma attivo principalmente
a Milano, Aligi Sassu è
stato uno dei grandi protagonisti
della storia artistica italiana del
XX secolo a partire dalla partecipazione,
men che ventenne, alla
Biennale di Venezia del 1928. Figurava allora nel drappello dei
giovani futuristi lanciati da Filippo
Tommaso Marinetti nell’agone di
una battaglia artistica ancora ardentemente
antipassatista.
L’infatuazione futurista portò
Sassu a risultati pittorici e grafici
già originali e di rilievo ma non
durò a lungo. Fu però l’inizio di
una ricerca di stile e di linguaggio
concentrata sull’idea del rinnovamento
dell’arte, che nella pittura
degli anni Trenta si sarebbe sviluppata
lungo alcuni filoni, già anticipatori
di un suo tipico doppio
registro, tra realtà e mito: da una
parte le periferie urbane, i soggetti
religiosi modernizzati e quelli sportivi
– i pugilatori, i ciclisti... –, più
avanti i caffè e i quadri politici, dalla Guerra di Spagna a Piazzale
Loreto; dall’altra, gli ‘uomini rossi’,
che nelle loro varianti – i giocatori
di dadi, i musici, gli Argonauti... –
anticipavano quell’aspirazione a
una sorta di perduta età dell’oro
nella quale spunti letterari e storici
convergevano con leggende e
miti radicati nelle tradizioni della
civiltà mediterranea.
Al di là dei soggetti e dei temi accennati,
la sua pittura si poneva
comunque in rotta di collisione
con le maniere dominanti del
tempo, caratterizzandosi per un
programmatico arcaismo attraversato
da venature espressionistiche
di ascendenza più francese che tedesca,
contaminate dalla tradizione
colorista della grande pittura
da museo, tra barocco e romanticismo:
il gruppo e lo spirito di Corrente
ne sarebbero stati, alla fine
del decennio, il naturale approdo.
Si andava proprio allora delineando,
nella sua pittura, il motivo
del cavallo, per il quale Sassu è
oggi noto anche al pubblico più
ampio. Tale motivo s’incontra già
in alcune composizioni di ‘uomini
rossi’ e in particolare nelle ‘battaglie’
degli ultimi anni Trenta; poi
diventa, soprattutto nella seconda
metà del secolo, un soggetto pienamente
autonomo, originato da
memorie personali – i cavalli della
Sardegna – e svolto come celebrazione
di un’esemplare forza
naturale, emblema e specchio di
prepotenti vitalità arcaiche. Gli
anni del dopoguerra sono segnati
da una fase realista, in sintonia
con una delle tendenze più forti
dell’arte italiana dell’epoca: in
parte letteraria, come nel caso
della serie della Maison Tellier, ispirata
da Maupassant, in parte più
liberamente narrativa, attenta alla
storia e alla cronaca del tempo.
Da essa, gradatamente si è sviluppato
quel piacere per il colore
puro, squillante, ammaliante, presto
diventato la chiave di lettura
primaria della sua opera matura,
indipendentemente dal soggetto.
A tale carattere della pittura di
Sassu ha concorso l’esperienza diretta
della natura: in misura speciale,
del paesaggio e del mare di
Maiorca, dove l’artista ha a lungo
soggiornato trovando nell’arcaica
asperità dei luoghi – e nei loro ardenti,
‘incontaminati’ colori mediterranei
– l’interlocutore ideale
della propria poetica. Aligi Sassu durante la sua lunga
attività di artista multiforme ed
esuberante ha prodotto una
quantità straripante di documenti
figurali toccando le tecniche più
varie, applicate ai materiali più
diverse, dalla pittura (olio, affresco,
tempera, acrilico...) alla scultura,
dalla ceramica all’acquaforte e alla
litografia, all’illustrazione libraria
passando per migliaia e migliaia di
disegni nelle modalità più disparate.
La Fondazione Helenita e Aligi
Sassu basandosi sulle testimonianze
lasciate dall’artista e archiviate nel
suo Archivio cui si sono aggiunte
via via le informazioni molteplici
derivanti dall’esplorazione
sistematica della fortuna critica che
nei decenni ha accompagnato il suo
lavoro (bibliografia, sposizioni,
testimonianze varie, scritte e anche
personali) promuove il catalogo
sistematico delle opere,
suddividendo la documentazione
secondo settori specifici in base delle
tecniche. Prioritariamente
l’attenzione si è apportata sulla
pittura, secondo i concetti
tradizionali di classificazione definita
dalle tecniche, dai materiali, dai
supporti pur tenendo conto della
labilità del discrimine linguistico
specifico fra pittura e grafica che nel
caso di Sassu è molto sottile e
variabile. Le opere individuate, circa
2.500, vengono ora pubblicate in
due grossi tomi per un totale di
1.000 pagine puntualmente
illustrate nell’iconografia e nella documentazione critica.
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